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Luglio 21st, 2020

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Afflizione, Speranza e Sollievo

“Non nascondermi il tuo volto nel giorno della mia sventura” (Salmi 102:2).

Il Salmo 102,1-12 è la preghiera di un uomo in mezzo alla sofferenza. Possiamo identificarci con lui. Egli porta le sue lamentele, le sue paure e i suoi dolori davanti a Dio. Sente la pressione di molte direzioni. Parla specificamente dei suoi nemici e anche del suo corpo fisico. D’altra parte, abbiamo l’impressione che parte del problema sia che lo scrittore si sente lontano da Dio.

Qualunque sia la ragione, sia che si sia trattato di una lotta personale da parte di Davide, sia che Dio fosse scontento delle sue azioni e aspettasse il pentimento, questo è un posto pericoloso per chiunque.

Come è possibile presentarsi davanti a Dio in questa situazione? Vediamo l’aridità del suo essere fisico, mentale e spirituale. David ha bisogno di acqua. Ha bisogno della presenza dello Spirito Santo da cui ha attinto la sua stessa vita. Gli uccelli a cui si fa riferimento sono quelli che abitano i deserti e i luoghi in rovina, simboli di morte e distruzione (versetto 6).

È interessante che David descriva il senso solitudine come un uccello appollaiato su un tetto (verso 7). Quando David si sente solo su un tetto? E’ stato quando ha visto Betsabea, e questo dove l’ha portato? David è caduto in quella situazione non trovandosi dove avrebbe dovuto.

La profondità della sofferenza di Davide è raffigurata come le sue lacrime che riempiono la sua tazza (verso 9). Tutti sono contro di lui. In quale altro punto della Parola si legge che qualcuno viene disprezzato? Vediamo Yeshua proprio in questo luogo, che chiama gli Abba da un luogo di vuoto, lontani da Dio, un luogo di sofferenza quando tutti, tranne pochi, si sono rivolti contro di Lui. «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Perché sei così lontano dall’aiutarmi e dalle parole del mio gemito?”. (Salmo 22:1; Matteo 27:46).

Questo è un luogo di trasparente debolezza e persino di dubbio, in cui anche noi potremmo trovarci. Nel versetto 12 vediamo il “click” in Davide mentre si rivolge a Dio. “Ma tu, o Signore, durerai per sempre, e il ricordo del tuo nome a tutte le generazioni…”.

Il cambiamento passa attraverso la proclamazione di chi è Dio e di ciò che ha promesso. Questo Salmo non è scritto come sofferenza di una sola persona, ma per tutti noi. Nessuno è immune ai tempi di lotta, di prova e di dolore. Dio vuole che ci rivolgiamo a Lui e ci appoggiamo a Lui.

Chi sono i prigionieri qui menzionati e quali sono le prigioni nel verso 20? La paura della morte è una delle più grandi prigioni di tutte per coloro che non vivono sotto il rifugio di Dio. Egli ci porta oltre le pressioni di questo mondo. Quando entriamo nella lode e nell’adorazione, rendiamo grazie a Dio e siamo pieni del suo Spirito. Troviamo il modo di uscire dalla nostra confusione, dalla paura e dal dubbio.

In questo luogo passiamo dall’essere un uccello da solo su un tetto ad essere “rinnovati” come un’aquila che si libera al di sopra di tutte le situazioni (Isaia 40:29-31; Salmo 103:5).

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By |2020-07-21T14:36:59+00:00Luglio 21st, 2020|Commenti disabilitati su Afflizione, Speranza e Sollievo